• Museo del cidolo e del legname

    La suggestiva ambientazione nel giardino di Palazzo Lazzaris-Costantini - dimora ristrutturata nel 1875 dall’architetto vicentino Antonio Caregaro Negrin e di proprietà di una delle più influenti famiglie di mercanti di legname attive a Perarolo di Cadore nel XIX secolo - già qualifica e dà una grande importanza al Museo del Cidolo e del Legname, sincretico di un allestimento museale moderno, immediato ed efficace e una architettura pregevole nonchè affascinante come quella della "Casa dei Trofei".
    L’incanto del sito si può godere ancora di più nel periodo invernale, quando viene realizzato grazie all’impegno della Comunità - un suggestivo presepe illuminato e a dimensione naturale attraverso tutto il parco.

    PERCORSO MUSEALE

    La finalità della esposizione è quella di raccontare la storia della Comunità di Perarolo di Cadore e le vicende legate al commercio del legname.

    Al piano terra il visitatore si imbatte in una piccola sala introduttiva riguardo allo sfruttamento delle riserve boschive nel territorio cadorino - di cui è data una puntuale riproduzione grafica in una cartina che contestualizza e colloca i territori che ne erano interessati - e offre una piccola rassegna degli strumenti in uso al lavoro nelle foreste fino alla metà del Novecento, dalle diverse tipologie di asce alla slitta adibita al trasporto dei tronchi.

    È al primo piano che si trova il cuore del Museo del Cidolo e del Legname: qui il percorso si snoda tra mappe e documenti, immagini storiche, affascinanti filmati concessi dall’Istituto Luce ed oggetti che raccontano di Perarolo di Cadore da quando sorse come Ponteporto (esprimendo così già dal nome la sua importante funzione di stazione per i commerci tanto per la via di fiume quanto per quella di terra) fino all’avvento della ferrovia, che ha segnato un importante giro di boa nella storia del paese e della sua economia.
    Essendo un fil rouge, grande risalto viene si continua a dare al trattamento e alla lavorazione del legname nella filiera che va dal bosco alla costruzione delle zattere e qui si segnalano i singolari esempi di segni della casa che venivano apposti sulle pezzature di legname ed ancora la strumentazione ad hoc utilizzata, tra cui le trivelle per forare i tronchi e gli anger utilizzati dai menadàs per guidarne il corso durante la fluitazione libera in acqua.
    Particolare attenzione, per la specificità del manufatto, viene riservata al cidolo, quella chiusa artificiale che permetteva l’arresto e lo smistamento dei tronchi allora trasportati per fluitazione: Perarolo divenne per l’appunto "il paese del cidolo" avendone nella propria area di interesse due sui tre dei presenti nel territorio cadorino (il terzo, ovvero primo in ordine di realizzazione, fu quello di Domegge di Cadore): quello in località Sacco sul fiume Piave e l’altro a Carsiè lungo il corso del torrente Boite.

    Indirizzo
    Via Regina Margherita
    Perarolo di Cadore
    Tel. 0435 71036 (Municipio)

    Orari di apertura
    Su prenotazione


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